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	<title>Viaggi - Turismo</title>
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	<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 12:00:44 +0000</pubDate>
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		<title>Caroselli senza limiti (parte II)</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 12:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>

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Tante coccole di neve nei piccoli comprensori

Piccole, ma con tanti vantaggi: facilità di accesso, parcheggio facile, niente code, piste non tantissime ma mai affollate, facili e ideali per imparare a disegnare le prime curve, scuole sci di livello. Nelle cosiddette località minori la giornata sulla neve significa soprattutto relax. Per questo sono perfette per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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<h3>Tante coccole di neve nei piccoli comprensori</h3>
<p align=justify>
Piccole, ma con tanti vantaggi: facilità di accesso, parcheggio facile, niente code, piste non tantissime ma mai affollate, facili e ideali per imparare a disegnare le prime curve, scuole sci di livello. Nelle cosiddette località minori la giornata sulla neve significa soprattutto relax. Per questo sono perfette per le famiglie ma anche per chi ogni tanto ai grandi caroselli preferisce fare una sciata, magari in giornata, lontano dalla folla.</p>
<p><span id="more-109"></span></p>
<p align=justify>
In Trentino, i posti di queto tipo sono numerosi. Quest&#8217;inverno alcuni di loro si sono riuniti nel progetto &#8220;Coccole di neve&#8221;. L&#8217;intenzione è proprio quella di coccolare sciatori principianti e famiglie proponendo pacchetti weekend (comprensivi di skypass, scuola di sci e alberghi) caratterizzati da un ottimo rapporto qualità-prezzo. </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/coccole.jpg"></td>
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</tr>
</table>
<p align=justify>
Per approfittare di questi vangaggi si potrà scegliere l&#8217;Altopiano di Brentonico, con le aree sciistiche di Polsa, San Valentino e Sani Giacomo (35 km di piste), Folgaria, veloce da raggiungere, a meno di 20 km dal casello di Rovereto NOrd, la Skii Area Valsugana-Lagorai (25 km di tracciati sempre al sole e tanti campi scuola), Panarotta, il Monte Bondone e la Val di Non.<br />
<i>continua</i></p>
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		<title>Caroselli senza limiti</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 16:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

		<category><![CDATA[Trentino]]></category>

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Sono due i grandi caroselli del Trentino conosciuti in tutto il mondo per l&#8217;ampiezza dell&#8217;area sciabile e la qualità delle piste: il Dolomiti Supersky e lo Skirama Dolomiti Adamello-Brenta. Il primo, sulla sponda sinistra dell&#8217;Adige, comprende le piste delle Valli di Fiemme e di Fassa, di San Martino di Castrozza-Passo Rolle e del comprensorio delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></p>
<p align=justify>
Sono due i grandi caroselli del Trentino conosciuti in tutto il mondo per l&#8217;ampiezza dell&#8217;area sciabile e la qualità delle piste: il <a href="http://www.dolomitisuperski.com/" target="_blank">Dolomiti Supersky</a> e lo <a href="http://www.skirama.it/home_page/articolo.asp?idcms=6&#038;l=it&#038;s=0" target="_blank">Skirama Dolomiti Adamello-Brenta</a>. Il primo, sulla sponda sinistra dell&#8217;Adige, comprende le piste delle Valli di Fiemme e di Fassa, di San Martino di Castrozza-Passo Rolle e del comprensorio delle Tre Valli. In questa ski-area sarà inaugurata con la primia neve la cabinovia a 8 posti Ronchi-Valboni-Le Cune, con stazione intermedia, capace di trasportare 2.070 sciatori all&#8217;ora e che sostituisce la cabinovia Ronchi-Valbona e la funivia Valbona -Le Cune.<br />
Sport e tecnologia vanno a braccetto in quota, la sera ci si diverte in paesi dai nomi affermati come Cavalese, Predsazzo, Moena, Bellamonte, San Martino di Castrozza. Per i collezionisti di km, Canazei è la località strategica: è questa infatti la porta d&#8217;accesso trentina del Giro dei quattro passi, il leggendario Sella Ronda.</p>
<p><span id="more-108"></span></p>
<p align=justify>
Dal canto suo lo Skirama Dolomiti Adamello-Brenta comprende 380 km di piste tra Madonna di Campiglio, Pinzolo, folgarida-Marivella, Pejo, Passo del Tonale, Andalo-Fai della Paganella, Monte Bondone, Folgaria e Lavarone. Grandi stazioni e scenari spettacolari si alternano a località più rilassate ma altrettanto valide tecnicamente. Da cisitare una dopo l&#8217;altra, giorno dopo giorno, grazie allo skipass unico e ai comodi collegamenti sci ai piedi che permettono di unire tra loro diverse località</p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="/images/madonna_di_campiglio.jpg"></td>
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</tr>
</table>
<p align=justify>
Proprio in questa zona si trova la pista più famosa del Trentino, quella che si sviluppa lungo il Canalone Miramonti di Madonna di Campiglio, più volte sede della leggendaria 3-Tre, la gara di Coppa del Mondo che ha visto trionfare i più grandi campioni dello slalom. Tra l&#8217;altro si tratta di uno dei tracciati su cui si può scilare anche di notte, la moda delle ultime stagioni, grazie all&#8217;efficace sistema di illuminazione. Un&#8217;esperienza sempre più di moda che si può vivere anche sulla Biancanebe di Marileva 1400, sulla Nra di Folgarida, sulla Alloch di Pozza di Fassa e sulla Colo Verde di San Marino di Castrozza.<br />
<i>continua</i></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Laos, un paese in 4 misteri (parte IV)</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2008/11/laos-un-paese-in-4-misteri-parte-iv/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 17:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Orient express]]></category>

		<category><![CDATA[Laos]]></category>

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		<description><![CDATA[Il monastero conteso

Preah Vihear, ancora conteso tra Thailandia e Cambogia perchè si trova proprio sul confine, è detto anche il &#8220;monastero santo&#8221;. Anchge qui, come a Wat Phu, è la montagna che dà origine al tempio. Sembra, infatti, che i monti Dangrak, su cui sorge, abbiano preso le sembianze di un tempio smussando i crinali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il monastero conteso</h3>
<p align=justify>
Preah Vihear, ancora conteso tra Thailandia e Cambogia perchè si trova proprio sul confine, è detto anche il &#8220;monastero santo&#8221;. Anchge qui, come a Wat Phu, è la montagna che dà origine al tempio. Sembra, infatti, che i monti Dangrak, su cui sorge, abbiano preso le sembianze di un tempio smussando i crinali e appiattendo la vetta. Una fusione arte-natura che trova risposta in architetture maestose, in lunghissime scalinate verso altre chimere&#8230; Così fino alla sommità, dove sembra di aver recitato un lungo mantra. L&#8217;occhio spazia in tutte le direzioni, dalle pianure del Laos ai monti cambogiani e giù, fino ai fiumi della Thailandia</p>
<p><span id="more-107"></span><br />
<!--adsense--></p>
<p align=justify>
Montagne impervie e colline lussureggianti, risaie e pintagioni di caffè intagliate nelle aspre pendici. Qui vive il popolo hmong, una delle tante minoranze etniche del Laos. Coltivatori d&#8217;oppio dalle tradizioni antiche e dall&#8217;abbigliamento agargiante, alcuni di loro hanno una storia tutta particolare: negli anni 60 furono reclutati dalla Cia come ausiliari nella guerra del Vietnam e ancora oggi questa banda di irregolari sopravvive nel cuore più profondo della giungla.</p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="http://www.viaggi-turismo.net/images/laos2.jpg"></td>
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</tr>
</table>
<p align=justify>
Sono oltre 2000 gli uomini con le loro famiglie, abbandonati a una lenta estinzione e alla spietata caccia all&#8217;uomo che il governo laotiano continua a perseguire. Oggi come allora il loro rifugio è qui sulla catena degli Annamiti settentrionali, dove il Laos si srotola verso sud e sembra di poter cogliere con lo sguardo l&#8217;intera Indocina.<br />
<i>continua</i></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Laos, un paese in 4 misteri (parte III)</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2008/11/laos-un-paese-in-4-misteri-parte-iii/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 17:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Orient express]]></category>

		<category><![CDATA[Indocina]]></category>

		<category><![CDATA[Laos]]></category>

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		<description><![CDATA[Pelligrinaggio alla fonte sacra

Wat Phu, il tempo di Champasak, nel Laos meridionale, è sicuramente il più antico, già dedicato a Bhadresvare (divinità indù ricollegabile a Shiva) molto prima dell&#8217;avvento dei Khmer. L&#8217;ascesa al tempio principale, costruito sull&#8217;ultimo di tre livelli, simboleggia la via verso la purificazione. Sulla sommità c&#8217;è una fonte sacra che un tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Pelligrinaggio alla fonte sacra</h3>
<p align=justify>
Wat Phu, il tempo di Champasak, nel Laos meridionale, è sicuramente il più antico, già dedicato a Bhadresvare (divinità indù ricollegabile a Shiva) molto prima dell&#8217;avvento dei Khmer. L&#8217;ascesa al tempio principale, costruito sull&#8217;ultimo di tre livelli, simboleggia la via verso la purificazione. Sulla sommità c&#8217;è una fonte sacra che un tempo bagnava costantemente un enorme <i>lingam</i> posto nel tempio centrale. Sgorga ancora oggi e ogni anno è meta di migliaia di pellegrini durante la festa del tempio, che si tiene a febbrario in occazione del plenilunio. Un&#8217;occasione per ammirare gli elefanti scolpiti nella pietra, i coccodrilli di roccia, che un tempo dovevano ospitare sacrifici umani, e le danzatricri Apsare, che movimentavano i bassorilievi di pareti e architravi sotto lo sguardo serafico della statua del Buddha, che ha sostituito le divinità induiste.</p>
<p><span id="more-106"></span><!--adsense--> </p>
<p align=justify>
C&#8217;è un sentiero che collega Wat Phu ad Angkor, in Cambogia. È ancora visibile. Sono poco meno di 200 km. Nel IX secolo Wat Phu fu adottato come luogo sacro dalle monarchie indocinesi, in particolare durante l&#8217;impero khmer, che due secoli dopo spostò la sua capitale ad Ankor percorrendo questo stesso sentiero. </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
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</tr>
</table>
<p align=justify>
La grandiosità del complesso di Angkor non ha paragoni. Oltre 276 templi costruiti in tutti gli stili conosciuti all&#8217;epoca, costruzioni fortificate e terrazze maestose, immense piscini per i bagni reali e cittadelle delle donne. Fino al capolavoro indiscusso dell&#8217;architettura khmer: Angkor Wat, con le sue 5 torri santuario alte più di 50 metri che dominano il paesaggio, quasi una montagna. Qui è il tempio che si fa monte&#8230;</p>
<p><i>continua</i></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Laos, un paese in 4 misteri (parte II)</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2008/11/laos-un-paese-in-4-misteri-parte-ii/</link>
		<comments>http://www.viaggi-turismo.net/2008/11/laos-un-paese-in-4-misteri-parte-ii/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 16:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Orient express]]></category>

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		<description><![CDATA[
La montagna si trasofrma in tempio, gradualmente, assumendone forme e strutture. Dalla vegetazione spuntano naga (serpenti sacri) e leoni di pietra. Centinaia di lingam erosi dalle intemperie e dai secoli fiancheggiano le scalinate. Tra i rami dei ficus s&#8217;intravedono pagode e piccoli templi con architravi scolpiti a bassorilievo. Dei e divinità, giunti qui dall&#8217;India meridionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align=justify>
La montagna si trasofrma in tempio, gradualmente, assumendone forme e strutture. Dalla vegetazione spuntano <i>naga</i> (serpenti sacri) e leoni di pietra. Centinaia di <i>lingam</i> erosi dalle intemperie e dai secoli fiancheggiano le scalinate. Tra i rami dei ficus s&#8217;intravedono pagode e piccoli templi con architravi scolpiti a bassorilievo. Dei e divinità, giunti qui dall&#8217;India meridionale nel IV secolo, durante l&#8217;antico regno di Funan, fanno la loro comparsa fra kapok, ibiscus e alberi di plumeria.<br />
Costruendo <i>nella</i> montagna, il popolo khmer ha realizzato due capolavori di arte e architettura sarca in Indocina: Wat Phu e Preah Vihear. Già secoli prima della costruzione dei templi queste montagne, oggi divise fra Laos, Cambogia e Thailandia, erano considerate sacre dalla popolazione locale. Sicuramente le antiche tribù frequentavano questi luoghi per venerare gli spiriti della Natura.</p>
<p><span id="more-105"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>
Laos, Cambogia e thailandia sono legati da un passato comune, quando insieme formavano un grande impero che raggiunse il suo apogeo durante le dinastie khmer di Abgkor</p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
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</tr>
</table>
<p align=justify>
Ad Angkor non c&#8217;è un tempio-montagna, ma la bellezza stravolgente di tutto il complesso e la storia comune con Wat Phu e Preah Vihear sono la testimonianza imprescindibile della grandiosa civiltà khmer.</p>
<p><i>continua</i></p>
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		<item>
		<title>Laos, un paese in 4 misteri (parte I)</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2008/11/laos-un-paese-in-4-misteri-parte-i/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 16:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Orient express]]></category>

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		<description><![CDATA[
La destinazione numero uno per il 2008? Secondo il New York Times è il Laos, che nella classifica dei 53 luoghi da non perdere stilata annualmente dal quotidiano precede mete decisamente più facili, come Lisbona, Miami e Courchevel, in Francia. Non ancora conquistato dal popolo dell&#8217;inclusive tour, da quando ha aperto le sue porte al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align=justify>
La destinazione numero uno per il 2008? Secondo il New York Times è il Laos, che nella classifica dei 53 luoghi da non perdere stilata annualmente dal quotidiano precede mete decisamente più facili, come Lisbona, Miami e Courchevel, in Francia. Non ancora conquistato dal popolo dell&#8217;inclusive tour, da quando ha aperto le sue porte al turismo internazionale - nel 1989 - il Paese meno accessibile e più &#8220;timido&#8221; dell&#8217;Indocina è diventato un luogo cult per globeltrotter a caccia di cultura e tradizioni.</p>
<p><span id="more-104"></span><br />
<!--adsense--></p>
<h3>Un luogo dello spirito</h3>
<p align=justify>
Perfetto come una sinfonia di Mozart e struggente come l&#8217;<i>Adagio</i> di Albinoni, luogo dello spirito e dell&#8217;arte, il Laos è una vera e propria scoperta che va oltre Luang Prabang e Vientiane, le sue affascinanti capitali di ieri e di oggi.<br />
Ai margini dell&#8217;Indocina, assediato dalla foresta tropicale, sospeso sul filo del Mekong, autostrada d&#8217;acqua che lo attraversa da nord a sud, ha aperto poco alla volta le sue frontiere. La &#8220;Madre di tutte le acque&#8221; nel corso dei millenni ha unificato il Paese e lo ha messo in comunicazione con Cina, Myanmar, Thailandia, Cambogia e Vietnam, Sul filo della sua corrente sono arrivati civiltà ed eserciti invasori, religioni e culture, merci e popoli. Dai mandarini del Celeste Impero ai Khmer di Angkor, dai Birmani di Mandalay ai Thai di Sukothai, dalle Guardie Rosse di Mao ai Vietcong di Ho Chi Minh.<br />
Al vecchio fiume, onorato con feste periodiche come un dio generoso, il Laos deve tutto, a cominciare dal suo suolo fertile arricchito dal limo. Una strada maestra da seguire, ma anche da abbandonare per scoprire i segreti del Paese, quelli che ne rivelano lo spirito più autentico.</p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
<td><img src="http://www.viaggi-turismo.net/images/laos1.jpg"></td>
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</script></td>
</tr>
</table>
<p align=justify>
Al vecchio fiume, onorato con feste periodiche come un dio generoso, il Laos deve tutto, a cominciare dal suo suolo fertile arricchito dal limo. Una strada maestra da seguire, ma anche da abbandonare per scoprire i segreti del Paese, quelli che ne rivelano lo spirito più autentico.</p>
<p><i>continua</i></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>New York</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2008/11/new-york/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 16:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Colpo d'occhio]]></category>

		<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quest&#8217;anno, forse, il terremoto che sta scuotendo l&#8217;economia made in Usa terrà i festeggiamente del Thanksgiving Day un pò sottotono. Gli americani, però, non rinunceranno a celebrare, nel quarto giovedì di novembre (quest&#8217;anno, il 27) la loro più sentita festa nazionale. Le origini del Giorno del Ringraziamento risalgono, infatti, al 1621, quando la colonia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align=justify>
Quest&#8217;anno, forse, il terremoto che sta scuotendo l&#8217;economia made in Usa terrà i festeggiamente del Thanksgiving Day un pò sottotono. Gli americani, però, non rinunceranno a celebrare, nel quarto giovedì di novembre (quest&#8217;anno, il 27) la loro più sentita festa nazionale. Le origini del Giorno del Ringraziamento risalgono, infatti, al 1621, quando la colonia di Plymouth festeggiò la fine di una lunga carestia. Da allora la tradizione non si spense. Anzi, il presidente George Washington proclamò la ricorrenza festa nazionale: era il 26 novembre 1789.</p>
<p><span id="more-103"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>
Nel 1924, poi, ili grande magazzino Macy&#8217;s iniziò a sponsorizzare la parata newyorchese. Che, da allora, è diventata un appuntamento fisso e che, ogni anno, richiama nelle strade della Grande Mela 2 milioni e mezzo di persone ad ammirare i palloni giganti. e le bande musicali che animano la kermesse.</p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
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<p align=justify>
<blockquote>
<p>Info: Soggiorni a New York sono proposti da <a href="http://www.chiariva.it" target="_blank">http://www.chiariva.it</a></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Marocco</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 16:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Colpo d'occhio]]></category>

		<category><![CDATA[marocco]]></category>

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		<description><![CDATA[Il più vasto centro storico medievale integro? Non si trova in Europa, bensì a Fès, splendida città del Marocco tutelata dall&#8217;Unesco come &#8220;patrimonio dell&#8217;umanità&#8221;. Nel 2008 la città celebra un importante anniversario: 1200 anni dalla fondazione, avvenuta nell&#8217;808 a opera di re Idriss II. UN evento che rappresentò un momento fondante della storia del Paese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il più vasto centro storico medievale integro? Non si trova in Europa, bensì a Fès, splendida città del Marocco tutelata dall&#8217;Unesco come &#8220;patrimonio dell&#8217;umanità&#8221;. Nel 2008 la città celebra un importante anniversario: 1200 anni dalla fondazione, avvenuta nell&#8217;808 a opera di re Idriss II. UN evento che rappresentò un momento fondante della storia del Paese, contribuendo alla sintesi tra la radice berbera e lapporto arabo-musulmano. </p>
<p><span id="more-102"></span><br />
<!--adsense--></p>
<p align=justify>
Anche per questo motivo l&#8217;anniversario di Fès getta un ponte verso un&#8217;altra scadenza di grande rilevanza (politica, questa volta). Nel 2009 cadrà, infatti, il decimo anniversario del regno di Mohammed VI, il giovane sovrano del Marocco che, in questo decennio, ha saputo avviare un dialogo costruittivo con i Paesi dell&#8217;altra sponda del Mediterraneo </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
<tr>
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<p align=justify>
<blockquote>
<p>Info: <a href="http://www.ambasciatadelmarocco.it" target="_blank">http://www.ambasciatadelmarocco.it</a></p></blockquote>
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		<title>Santo Domingo, caccia ai tesori (parte III)</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2008/11/santo-domingo-caccia-ai-tesori-parte-iii/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 18:19:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondi ritrovati]]></category>

		<category><![CDATA[Santo Domingo]]></category>

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		<description><![CDATA[continua da 
La capitale patrimonio mondiale

Per ogni dominicano Santo Domingo è semplicemente la Capital. Per ogni europeo, invece, è il punto dove per la prima volta il vecchio mondo ha incontrato le Americhe. Basta girovagare nella zona coloniale della città, per rendersi conto che si è circondati da una serie impressoinante di &#8220;numero uno&#8221; della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>continua da <a href="http://www.viaggi-turismo.net/2008/11/santo-domingo-caccia-ai-tesori-parte-ii/"></a></i></p>
<h3>La capitale patrimonio mondiale</h3>
<p align=justify>
Per ogni dominicano Santo Domingo è semplicemente <i>la Capital</i>. Per ogni europeo, invece, è il punto dove per la prima volta il vecchio mondo ha incontrato le Americhe. Basta girovagare nella zona coloniale della città, per rendersi conto che si è circondati da una serie impressoinante di &#8220;numero uno&#8221; della storia delle Americhe. La città fu fondata nell&#8217;agosto 1496 da Bartolomeo Colombo, Illustrissimo Governatore delle Terre di frontiera, nonchè fratello di Cristoforo. fu però, Diego, il figlio dell&#8217;ammiraglio genovese, a porre, nel 1514, la prima pietra di quella che divenne la <b>Catedral Primada de America</b>. È in questa cattedrale, la più antica d&#8217;America tuttora aperta alle funzioni religiose, che rimasero a lungo tumulate le spoglie di Cristoforo Colombo prima che nel 1992 l&#8217;urna e il mausoleo venissero trasferiti al <b>Faro a Colòn</b>, imponente monumento eretto in quell&#8217;anno in occasione del V centenario della scoperta dell&#8217;America.</p>
<p><span id="more-101"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>
Se la <b>Casa del Cordòn</B> è probabilmente la prima abitazione del Nuovo Mondo, il <b>monastero di San Francesco</b>, databile intorno al 1508, detiene la palma del primo monastero americano, mentre il convento de la Orden de los Predicadores è &#8220;solo&#8221; il primo monastero dell&#8217;ordine benedettino nelle Americhe. Le rovine dell&#8217;<b>Hospital San Nicolàs de Bari</b>, edificato nel 1503 dal Governatore Ovando, testimoniano che anche il primo ospedale del nuovo mondo sorse a Santo Domingo. </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
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</tr>
</table>
<h3>Culture piene di magia</h3>
<p align=justify>
Se <i>la Capital</i> omaggia le popolazioni taino (i primi abitanti) ospitando un monumento dedicato alla leggendaria regina Anacaon proprio nella piazza antistante la Catedral Primada de America, la cartografia ha dedicato a Enriquillo, condottiero taino artefice di più di una vittoria contro i conquistadores spagnoli, il più grande specchio d&#8217;acqua interno dei Caraibi: il <b>Lago Enriquillo</b>, 250 km quadrati di acque salmastre che invadono una depressione situata 40 m sotto il livello del mare. È qui, nel profondo Occidente dominicano, lungo la strada circolare che costeggia le rive del lago, che si trovano prezione incisioni rupestri frutto della creatività artistica delle popolazioni taino. Sono <b>Las Caritas</b>, probabilmente delle divinità ancestrali poste a protezione di qualche importante area cerimoniale.<br />
Cerimonie altrettanto ricche di fascino sono quelle che oggi vengono celebrate in centinaia di <i>batey</i>, baraccopoli dove abitano circa un milione di lavoratori haitiani impiegati nelle piantagioni di canna da zucchero. Vivono spesso senza documenti, privi d&#8217;identità giuridica e di qualsiasi tutela, ammassati in capanne sprovviste di elettricità, acqua corrente e servizi igienici.<br />
<i>continua in un prossimo post</i></p>
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		<title>Santo Domingo, caccia ai tesori (parte II)</title>
		<link>http://www.viaggi-turismo.net/2008/11/santo-domingo-caccia-ai-tesori-parte-ii/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 17:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondi ritrovati]]></category>

		<category><![CDATA[San Domingo]]></category>

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		<description><![CDATA[continua da 
Proseguendo lungo la costa, in direzione del confine con Haiti, si può fare un salto sino alla spiaggia di Bahìa de las Aguilas, la più selvaggia di tutta la Repubblica Dominicana. Arrivati a Cabo Rojo si prosegue sino a Las Cuevas, un minuscolo villaggio di pescatori. Guardandosi intorno ci si accorge di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>continua da <a href="http://www.viaggi-turismo.net/2008/11/santo-domingo-caccia-ai-tesori/"></a></i><br />
Proseguendo lungo la costa, in direzione del confine con Haiti, si può fare un salto sino alla spiaggia di <b>Bahìa de las Aguilas</b>, la più selvaggia di tutta la Repubblica Dominicana. Arrivati a <b>Cabo Rojo</b> si prosegue sino a <b>Las Cuevas</b>, un minuscolo villaggio di pescatori. Guardandosi intorno ci si accorge di essere completamente fuori dal tempo: strade sterrate, baracche color pastello, bambini che giocano scalzi vicino ai resti di un grande falò e un filo di musica che arriva da una vecchia radiolina. I pescatori del posto sono disponibili a noleggiare una barca, con la quale vale la pena costeggiare una serie di scogliere ricche di faraglioni e anfratti naturali, dominate da una vegetazione a base di cactus, fino ad arrivare ad una spiaggia che, per estensione assoluta mancanza di presenza umana, non può che esaltare il Robinson Crusoe che c&#8217;è in ognuno di noi.</p>
<p><b>IL TESORO DEL &#8220;FINTO&#8221; TURCHESE<br />
Baoruco</b> è la patria della <i>carabinè</i>, una danza legata alle tradizioni musicali della costa occidentale della Repubblica Dominicana. È un piccolo villaggio di baracche tinteggiate con colori viva, poco lontano dal confine con Haiti. Alle spalle, ripide e nebbiose montagne; davanti, un mare azzurro e una spiaggia sassosa orlata di palme.</p>
<p><span id="more-100"></span><!--adsense--></p>
<p align=justify>
A Baoruco abita qualche centinaio di famiglie che non vivono di pesca, ma cercando il <b>larimar</b>, una pietra locale che è azzurra come il turchese. Nell&#8217;isola non c&#8217;è bottega di resort o bancarella di mercatino che non commercializzi collane e orecchini al larimar, che nel resto del mondo è introvabile. A intuirne le potenzialità economiche, durante una passeggiata sulla spiaggia circa 35 anni fa, fu Miguel Mendez. Capì che quelle pietre non arrivavano dal mare, ma che il filone principale si trovava sulla montagna alle spalle del borgo. Battezzò la pietra miscelando il nome della figlia, Larissa, con la parola &#8220;mare&#8221;, per via dell&#8217;evidente affinità cromatica.<br />
Oggi un migliaio di persone estraggono il larimare dal cuore della montagna. Per raggiungere la zona della miniere bisogna prendere un <i>motoconcho</i>, una moto che qui funge da taxi, e inerpicarsi su una strada ripida e fangosa. Si arriva in un mondo a parte, fatto di pozzanghere, rumorosi generatori di corrente, cavi, tronchi di legno e baracche. Un universo dove si aggirano uomini, donne, bambini, cani e qualche pollo. Persino un gallo, che canta anche se sono già le dieci del mattino.  </p>
<table cellpadding=5 cellspacing=5>
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</table>
<p align=justify>
Qualcuno è a torso nudo,, qualcun altro magari è in giacca a vento. Ai piedi, stivali di plastica o ciabatte. In testa, cappellini da baseball per gli uomini, foulard per le donne. Le nuvole basse creano un costante effetto flou. I minatori, per la maggior parte di origine haitiana, s&#8217;infilano in cunicoli che scendono per circa 35 m e lavorano con piccone e pala in uno spazio angusto. La temperatura è simile a quella di un bagno turco, una condizione che deve piacere molto alle zanzare, che infestano alcune gallerie.</p>
<p><i>continua in un prossimo post</i></p>
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