Racconti di viaggio
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27 Gen
(continua da questo post)
La vista sul Bosforo che si gode dalle vetrate dell’Istanbul Modern è incantevole; inquadra il Corno d’Oro e tutto quello che ha reso unica questa città nei secoli. Il Gran Bazar, il più grande mercato coperto del mondo, è sempre più attrazione turistica, che però si anima uscendo all’aperto, dove somiglia a un mercato rionale diviso per settori: qui gli abiti, lì le scarpe, laggiù gli utensili in alluminio, appena prima degli oggetti in vimini. Appena fuori dal Mercato delle spezie, invece, si vendono solo animali, comprese certe sanguisughe scure che galleggiano dentro ai bidoni di acqua sporca.
Qui le persone si muovono compatte, le donne sono un lampo di colore: una maglietta rossa, i capelli tinti con l’henné, un chador svolazzante.
15 Gen
Il capolinea sud della metropolitana è in piazza Taksim, centro laico della città. Di qui parte Istiklal Caddesi, la “via dell’indipendenza”, che scende verso la Torre di Galata e taglia a metà il quartiere di Beyoglu. Dicono che ogni sabato pomeriggio 2 milioni di persone passino da qui; di sicuro non è mai vuota. Una funicolare rossa gremita di persone la percorre a passo d’uomo fino al capolinea del Tunel, zona bohemien di fresca nomina: ci si siede in uno dei tanti bar e si tira tardi davanti a una birra, un caffè o un raki (tipico liquore all’anice). A metà, uno slargo si affaccia su Liceo Galatasaray e dà le spalle si affaccia sul Liceo Galatasaray è da le spalle alla Fransiz Sogagi, la “strada francese”.
14 Gen
Metropolitana, ultima fermata Levent. L’ora di punta, come dappertutto, è subito dopo l’uscita dal lavoro. I moderni e benestanti abitanti di Istanbul vengono fin qui per un aperitivo o per lo shopping, come i tanti turisti che non resistono al richiamo del Kenyon, forse il centro commerciale più bello della città, di sicuro il più famoso: una struttura aperta di linee sinuose, in cui si mesconlano negozi di firme internazionali, uffici e appartamenti esclusivi, terrazze fiorite e giochi d’acqua. Fuori, il quartiere di Levent è quello della finanza e dei primi grattacieli che andranno a comporre lo skyline in vista del 2010. Osservata da qui la frenesia della metropoli più estesa d’Europa, con i suoi 12 milioni di abitanti, sembra lontana come la tradizione del cay, il tè profumato di mela o rosa, sostituito dai beveroni di Starbuck.
13 Gen
Istanbul è la città del momento: vivace e cosmopolita. C’è sempre qualcosa da fare. Che cosa è solo questione di gusti: vernissage, mostre, incontri, festival internazionali; la Istanbul Design Week che vuole essere il più importante appuntamento euro-asiatico per i design addicted: il Modern Istanbul, museo di arte contemporanea considerato tra i migliori d’Europa; la Biennale di arti visive citata insieme a quelle di Sydney e Venezia. Questa Istanbul vive a ogni ora del giorno e della notte, e si prepara a diventare capitale europea della cultura 2010 progettando strade, ferrovie e metropolitane, il terzo ponte sul Bosforo e il primo tunnel sottomoarino, recuperando i quartieri storici di Tarlabasi e Kumkapi e oltre mille fra palazzi e monumenti.