Racconti di viaggio
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13 Lug
I colori intensi del Perù restano… incollati alla retina anche a distanza di mesi. Il cielo è blu intesno, la terra è marrone vivace e il verde è brillante. I vestiti delle donne sono trame di centinaia di fili colorati e spiccano i bianchi e ranosissimi alpaca sui bordi delle strade e al pascolo nell’erba. Il nostro itinerario è stato quello classico di chi va in questo paese per la prima volta.
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11 Giu
Per arrivare a New York, utilizzo solo ed esclusivamente voli di linea. E già dalla prima sera la Grande Mela inizia a svelarsi nella sua maestosa bellezza.
Il secondo giorno si apre con la visita guidata alla più cosmopolita delle città: da Lower Manhattan e Union Square si passa a Soho, quartiere amato dagli artisti con i ristoranti più alla moda: di seguito ci si addentra a Chinatown, quartiere cinese in lingua e pagode colorate, per recarsi poi a Little Italy, antico quartiere italiano; Lower East Side, East Village e Ground Zero sono le altre tappe della mattina.
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29 Mar
Un piccolo promontorio separa Capacabana da Ipanema e Lema, unanimamente considerate fra le località più incantevoli del mondo. Ipanema divenne famosa a livello internazionale nei primissimi anni 60 grazie alle note di La ragazza di Ipanema, il brano più noto di bossa nova brasiliana. Da allora i due quartieri sono diventati il luogo di incontro privilegiato di artisti e intellettuali e, naturalmente, cuore pulsante della vita notturna cittadina. Ipanema e Lema sembrano fuse in un’unica spiaggia, anche se permane una sorta di divisione in zone, a seconda di chi le frequenta: a Garota de Ipanema si possono ammirare i corpi scolpiti dei giovani carioca, a Cemetèrio dos Elefenates si incontrano vecchi hippies e artisti, ad Arpoador si ritrovano invece i surfisti mentre all’estremità occidentale si vedono i pescatori prendere il largo.
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27 Mar
Non lontani dal Cosme Velho sono il sambòdromo, cuore pulsante del Carnevale di Rio, con il piccolo Museu do Carnaval, e il mitico stadio Maracana (ingresso: da € 5), tempio del calcio brasiliano. Da non perdere anche lo spettacolo offerto dalla Feira Nordestina (campo do Sao Cristòvao), con 658 bancarelle capaci di offrire una vetrina imparagonabile della cultura del Nordest brasiliano, con piatti tipici della cucina di Bahia, birra, cachaca e musica dal vivo.
Rio de Janeiro è tristemente nota anche per le favelas, le baraccopoli costruite alla periferia delle maggiori città, con case fatte spesso con materiali recuperati dall’immondizia.
Spostandosi nella zona a sud del centro di incontrano le infinite spiagge immacolate di Copacabana, Leme, Ipanema e Leblon: servite da bar, ristoranti e bordate da un lungomare animato a ogni ora del giorno e, soprattutto, della notte, accolgono ogni anno milioni di turisti.
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25 Mar
La Cidade MaravilhosaÈ una citta dal potere di seduazione così grande, da essere causa di gravi forme di saudade, una sorta di strana malinconia che investe chiunque arrivi in città. O almeno così dicono i carioca (così di definiscono i suoi abitanti che sono circa 7 milioni distribuiti su un’area totale di 808 km^2). Ma se, nell’immaginario collettivo, Rio de Jainero offre spiagge immacolate a perdita d’occhio, bellezze dalla pelle ambrata e ritmi frenetici, in realtà l’antica e potente capitale dell’impero brasiliano, ha molto di più da offrire. A cominciare dal bellissimo centro storico, inaspettato ma gradevole miscuglio di grattacieli, chiese barocche, piazze e vie acciotolate, che testimoniano del glorioso passato cittadino.
24 Mar
Dopo essere stato scelto come Paese destinato a ospitare, nel 2014, i Mondiali di Calcio, il Brasile sarà il primo Paese del Sudamerica a ospitare le Olimpiadi. Insomma, una doppietta sportiva che assicura al Paese l’accesso a grandi fonti di investimento per rimettere a nuovo le città destinate a ospitare le partite di calcio prima e i giochi poi. La prima ad essere interessata da queste grandi opere di rinnovamento è Rio de Janeiro, dove già da tempo fervono gli interventi. A cominciare dalla costruzione di vere opere d’arte, come il magnifico Stadio Joao Havelange, il Centro Acquatico Maria Lenk, l’Arena Olimpica, il Velodromo Olimpico, il Centro Nazionale di Equitrazione. Ma al di là delle strutture sportive, ferve anche l’attività edilizia tesa ad aumentare la capacità ricettiva cittadina e a valorizzare il patrimonio storico: in prima linea si è schierato il Ministero del Turismo Brasiliano, che con il Governo Federale invistirà oltre 5 milioni di eruo nel progetto Olà Turista, destinato agli interventi di riqualificazione di Rio de Jainero. I Mondiali e le Olimpiadi sono uno spunto in più per vedere Rio e lasciarsi sedurre dalle sue magiche atmosfere, dalle montagne che la cingono e dalle spiagge mozzafiato, per cui si è guadagnata l’appellattivo di Cidade Maravilhosa.
15 Mar
Recoleta è il barrio più elegante di Buenos Aires. Arrivarci a piedi dal Microcentro (non è un’impresa impossibile per i camminatori) sottolinea ancora di più il distacco tra l’urbanità della zona moderna e quest’area raffinata e ricca: vie eleganti ed alberate, palazzi con ingressi monumentali, ognuno con la propria portineria con tanto di videocamera, negozi griffati centri di affari, banche e hotel di lusso.
Arrivati a Plaza Francia, si possono visitare il Centro Cultural Recoleta, il Pilais de Glace o il famoso Cemeterio de la Recoleta. C’è poi chi viene alla Recoleta con un obiettivo legato al tango. Qui si trova l negozio di scarpe più famoso tra le aspiranti tanguere, Comem el Faut; già da solo lo showroom vale il viaggio per il caratteristico salone dotato di foto alle pareti e di un enorme spechio dorato dove donne di ogni nazionalità riversano tutti i olo dubbi, in preda a cristi isteriche e circondate da centinaia di scarpe da tango di tutti colori.
Con zapatos de tnago alla mano, si può proseguire verso Palermo, quartiere un pò defilato, a nord del centro storico vero e proprio: è il barrio dei giovani trendy, un pò snob, molto faschion e hi-tech. Si divide in Palermo Hollywood e Palermo Soho e si estende da Calle Santa Fè a Cordoba. La zona di Palermo Soho, ispirata alla Soho londinese, già nello stile architettonico mette in luce un gusto raffinato e la ricerca del dettaglio: i loft e gli atelier della zona non lasicano nulla al caso, lontani dalla “fantascienza” dei quartieri più propriamente portenos del cuore della città. Qui architetti, disegnatori di moda e giovani designer hanno realizzato studi, show room, boutique e laboratori del gusto metropolitano, dall’etno-chic al kitsch, al design minimalista giapponese. Palermo Viejo, la parte vecchia del barrio, è anche la più caratteristiche, piena di locali e caffè. Durante il weekend Plaza Serrano si anima di giovani, musica e divertimento.
14 Mar
Dai barrios storici ai quartieri moderni della città: il nome della piazza principale di Buenos Aires, Plaza de Mayo, fa riferimento al maggio del 1810, quando l’Argentina ottenne l’indipendenza dalla Spagna. La Piramide de Mayo, al centro della piazza, commemora l’evento. Ogni giovedì la piazza diventa il teatro dove si riuniscono le mamme dei desaparcidos, le cosiddette Madre de Plaza de Mayo ed è sempre da qui che partono cortei e manifestazioni politiche della città. Assistervi può essere un’esperienza forte. Plaza de Mayo ospita i più imprtanti edifici storici di Buenos Aires, il Cabildo, la Catedral Metropolitana e la Casa Rosada, attuale palazzao del governo.
Se si prosegue oltre Casa Rosada, si arriva nel moderno quaritiere di Puerto Madero, ex area degradata e abbandonata prima della riqualificazione urbana che ne ha fatto una delle zone più moderne della città, dove al tramonto si può pasteggiare in uno dei tanti bar con vino bianco y tapas, in perfetto stile europeo. Una curiosità: le vie di questa zona hanno tutte un nome di donna, tanto che, ad esempio, il ponte di Calatrava si chiama Puente de la Mujer. Il boulevard, sempre ventoso, è un susseguirsi di biciclette, pattini, corridori. Non lontano, lungo il litorale di Rio de la Plata, si trova la Reserva Ecològica Costanera Sur.
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13 Mar
Scarpe comode, tacchi bassi, desayuno (colazione) abbondante a base di tres medialuna y cafè con leche (3 cornetti e caffè latte) e via, in giro per i barrios della città. Così diversi tra loro, i quartieri della capitale hanno in comune un unico animo porteno, caratterizzato da un melting pot di suggestioni, culture, determinanti sociali. San Telmo è il quartiere della nostalgia: nostalgia per il cinema muto di Charlie Chaplin, per le note della musica popolare degli anni 40, per la vecchia squadra di calcio del cuore, per tutto ciò che gli immigrati hanno lasciato oltremare. Quasi all’inizio della Avenida Defensa, la chilometrica via lungo la quale si snoda praticamente tutto il barrio di San Telmo, un’edicola di modeste dimensioni, senza insegna ospita cimeli di qualsiasi genere, da foto ricordo a vecchissimi LP, ritagli di giornale, libri, ecc. All’esterno può accadere che qualche musico con voce struggente canti bellissime canzoni su base tanguera. E che sulle sue note due ballerini improvvisino un’esibizione. Ogni domenica matina Plaza Dorego, cuore del barrio di San Telmo, si anima con la popolarissima Feria di San Telmo: accanto a bizzarri oggetti e accessori vintages i trovano autentiche scarpe da tango anni 30, abiti doubel face e stilisti emergenti che utilizzano la feria coma banco di prova.
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12 Mar
Il tango promuove il dialogo e la diversità. Così ha dichiarato l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, riunitasi a settembre dello scorso anno per vagliare l’importanza storico colturale di riti e tradizioni da salvaguardare. E con questa motivazione il tango argentino è diventato un bene culturale immateriale, da tutelare, proteggere e promuovere nel mondo, come specchio della cultura di un popolo, essenza di una comunità - quello rio platense - trait d’union tra passato e presente. Buenos Aires è la culla del tango e per questo ogni anno ospita il Festival del tango più famoso del mondo. Quest’anno è in programma in vari luoghi della cttà.
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19 Feb
Fu proprio salendo su per la gola del rio urubamba,con i muli e un contadino,che Hiram Bingham scoprì questa città perduta di Machu Picchu;in vero cercava Vilcabamba,ultima capitale del regno inca,ma si dovette accontentare di questo che ormai è considerato,uno dei siti archeologici più belli al mondo.
Oggi si parte da Cuzco in trenino,o ferrocarril,e si scende ad Aguas Calientes,un bel paese con alberghi e buoni ristoranti oltre ad un variopinto mercato.Da qui gli ultimi 20km. si fanno con comodi bus ma per i duri,gli sportivi,c’è il “camino inca”,il sentiero antico che porta ai 2600 mt. della città perduta.Entrando alla biglietteria la ragazza in inglese mi disse “sir,ti serve una guida?” ,portava il giubbetto con scritto “guia” ed io sorridendo le risposi”grazie amica,ma io sono la guida!”.
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28 Gen
(continua dal post precedente)
Ritmi che esplodono all’unisono nei giorni del Carnevale. E che Sao Luis sono arricchiti dal fragore dei Tambor de Crioula e dei Tambor de Minas, dai ritmi mutuati dal Bumba - meu - boi, l’altra grande festa che si celebra a giugno, e dall’improvvisazione, di chiara marca africana, portata in dote dagli abitanti dei quilombos, le comunità formate dai discendenti degli schiavi fuggiti dalle piantagioni. Per preparare il Carnevale, quattro giorni in cui lasciarsi alle spalle tutte le preoccupazioni, i brasiliani lavorano per dodici mesi - investendo una parte considerevole dei loro risparmi - nella preparazione di costose fantasias, gli sgargianti costumi delle scuole di samba. «La miseria interessa agli intellettuali, al popolo piace il lusso», ci spiega il titolare di un laboratorio sartoriale di Madre Deus, il barrio più bohémien della città. È qui che hanno sede alcune scuole di samba, tra cui quella di Tourma do quinto, che talvolta prova musiche e danze di notte, davanti alle mura del locale cimitero.