Racconti di viaggio
12 Gen
All’imbrunire, quando il fuoco illumina la piccola chiesa di Sant’Antonio Abate, è il momento di brindare con il vino offerto dai paesani, felici di dividere assaggi di piatti e dolci tipici sotto le fiamme di 12 fasci di canne alti dieci metri e dal diametro di circa un metro, intrecciati a mano e tirati su con le corde. Dodici sono le contrade di Fara Filiorum Petri, in provincia di Chieti, al confine del Parco nazionale della Majella, dove ogni 16 gennaio si ripete il rito propiziatorio della Farchie - forse dall’arabo afaca, torcia, o dal latino facula, fiaccola - che rischiarano la sera e scaldano i presenti, fra lo scoppio dei mortaretti insireti all’interno e il suono dell’organetto abruzzese.
3 Ott
Niente stereotipi, solo la Sicilia autentica o, più precisamente, solo immagini autentiche di un’isola che, troppo spesso, viene identificata esclusivamente con coppole, greggi di pecore e fichi d’india. È questo il contenuto della mostra fotografica Dopo la Sicilia, una collezione di scatti realizzati da una trentina di maestri internazionali che presenta in un moderno, gradevole allestimento quel che c’è al di là del folclore e dell’immagine convenzionale dell’isola. Ai fotografi è stato dato il compito di cogliere la realtà del territorio e el sue trasformazioni socali, economiche, ambientali. Ognuno di loro ha risposto con la propria sensibilità e ciò che ne risulta è una carrellata d’immagini ricche di suggestione.