Lavanzo è la più piccola fra le isole Egadi. Il paesino è un semplice e grazioso agglomerato di casette. Intorno al porticciolo ci sono le principali strutture, tra cui il bar Arcobaleno, dove un’anziana ma ancora attivissima signora, chiamata da tutti zia Sarina, vi offrirà una delle specialità locali: una granita di gelso davvero indimenticabile.

La vera attrazione dell’isola, escluso il mare, è la Grotta del Genovese: se volete visitarla dovete contattare il signor Natale Castiglio, custode di questa meraviglia. Il costo si aggira sui 15 euro a testa. La gita dura circa 2 ore e si può fare in barca, tempo permettendo e con la possibilitù di proseguire per il giro di tutta l’isola, o con la jeep anche se la discesa a piedi non è molto comoda. Lo spettacolo all’interno merita: alle pareti, graffiti paleolitici scoperti nel 1949 e realizzati quando l’isola era collegata alla terraferma e pitture rupestri del Neolitico. Si riconoscono figure stilizzate da uomini, disegni di animali come cervi, tonni, delfini, cavalli. Un’esperienza assolutamente suggestiva.
C’è solo una strada che girando porta al Fariglione, un pinnacolo roccioso che emerge dal mare, per il resto l’isola si esplora attraverso sentieri e mulattiere, che spesso offrono splendide viste sia del mare che dell’isola, con i profumi intensi della macchia mediterranea e il silenzio interrotto solo dalle urla dei gabbiani. Da percorrere a piedi solo per i più sportivi, altimrneti con fuoristrada o scooter, questi sentieri consentono di raggiungere il faro di Capo Grosso, dove il mare è limpidissimo, Cala Tramontana e la stupenda Cala Minnola.

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