City bike, borse da viaggio, cartina, zaino in spalla, borraccia con acqua fresca e via… si parte! Da Ancona, dopo un viaggio di 22 ore di traghetto sbarchiamo a Patrasso, una delle principali città marittime del Peloponneso: siamo gli unici in bicicletta, tutti ci sorpassano in auto o in moto, ma non ci scoraggiamo. Primia tappa Aigio, poi Xilokastro e infine Korintho: percorriamo così la Old National Road in soli 3 giorni, costeggiando sempre il mare; ci accompagnano un sole e un venticello costanti, un tuffo qua e là, qualche stop lungo la strada principale di un villaggio che sembra essere cristallizzato nella macchina del tempo a 40 anni fa, ma che ha del fascino, per la gente, per i colori mediterranei, per i sapori del mare e della terra.

La nostra meta successiva è Atene: da Korintho carichiamo le biciclette sul treno e arriviamo fino a Larissa Station, stazione centrale della capitale morale del mondo greco. Atene incanta: una magia e un fascino che durano da millenni, culla dell’antica tradizione storica e culturale, grambo della filosofia e degli antichi saggi che amano il sapere. Monastiraki, piazza Omonia, la città Olimpica, il Pireo: una fusione di luoghi del passato con i luoghi del prsente, un crogiuolo di razze e culture, tutto considerato in un’area urbana che spaventa con i suoi 3 milioni di abitanti; una casa addossata all’altra, centri commerciali futuristici e a pochi metri la bottega di una volta, chioschi con “gyros e pita” in ogni angolo delle strade, il tutto costantemente monitorato dall’Acropoli, magica, misteriosa e imponente, che ci guarda dall’alto. Dopo qualche giorno decidiamo di lasciare Atene e partire per le isole Cicladi: le nostre prescielte saranno Ios e Paros. Ios è l’isola di Omero, ricca di promesse e sorprese. Ci tornano in mente le brulle colline, le piccole insenature di incomprabile bellezza, dove è ancora possibile rimanere da soli e non avere a un passo di distanza il vicino ombrellone, sia perchè non ci sono ombrelloni, sia perchè pochi riescono a raggiungerla (ed esclusivamente a piedi o addirittura via mare”). In un paesaggio così incantevole, omogeneo ma vivace, selvaggio ma romantico, spiccano i canditi villaggi arroccati. Tra questi anche la Chora, il centro principale che sorge su un splendida collina, dove il susseguirsi delle case bianche, dei tetti azzurri, dei mulini a vento insieme al tramonto compongono un quadro pittoresco, ma animato da ristoranti, bar e negozietti dislocati nelle caratteristiche viuzze pullulanti di vita. Ultima meta prima del rientro è Paros, orami diventata localitù turistica, forse troppo grande da visitare bene come vorremmo per il tempo che ci è rimasto a disposizione; la linea montuoso dell’isola è soffice, un monastero si distingue in alto sulla collina. Guardando queste montagne è difficile credere che da esse venga il marmo più bianco del mondo, quello scelto per plasmare la Venere di Milo e altre meraviglie dell’antica Grecia. Parikia è il capoluogo, molto pittoresco, situato all’interno di una grande baia di fronte all’isola sorella Antiparos. Salutiamo la Grecia prorio qui…

Da un racconto di viaggio di Elena Magri e Alessandro Belletto, Modena.

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