Racconti di viaggio
9 lug
A Reggio Emilia si scopre l’antica arte di produzione degli aceti balsamici tradizionali: l’Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop e quello di Modena Dop sono ottenuti dalla fermentazione del mosto cotto delle uve della zona, con 12 o 25 anni di invecchiamento in barili di legno. Non ha bisogno di presentazioni il Prosciutto di Modena Dop, ottenuto dalla coscia di suino pesante di razza bianca, dalla caratteristica forma a pera e peso non inferiore a 7 chili.
E non si può lasciare Modena senza aver visitato il duomo, il più pregevole monumneto della città affaciato su Piazza Grande, e senza aver gustato l’ottimo Cotechino di Modena Igp, prodotto ottenuto da una miscela di carni suine proveniente da muscoli striati, grasso, pelle, e vari condimenti la Salsiccia gialla fina, la cui produzione è ripresa oggi nel comune di Campogalliano: composta da carne di suino titurata, salata, aromatizzata e insaccata in budella sottili di piccolo diametro che vengono legate e divise in modo da formare una filza di piccoli rocchi, dal caratteristico aspetto giallo.
Ma prima di lasciarsi tentare dalla delizie della tavola, vale la pena andare alla scoperta di Bologna, la Dotta per la sua antica università, la Rossa per il colore rosso dei suoi edifici, e la Grassa per l’opulenza gastronomica. Cuore pulsante della città dei portici (che si snodano per ben 38 km), Piazza Maggiore, celebre per la stupenda Fontana del Nettuno del Giambologna (XVI secolo), su cui si affacciano i maggiori edifici del potere civile e religioso.
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È la regione italiana che può vantare un primato, quello del maggior numero in Italia di eccellenze Dop e Igp. Ecco un viaggio alla loro scoperta. (I marchi Dop e Igp costituiscono una valida garanzia per il consumatore, in quanto devono rispondere a…
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