Esiste un luogo negli Stati Uniti dove quattro stati convergono in unico punto segnalato da un’apposita lastra: è un must la foto che immortala i viaggiatori conun piede in Arizona, uno in New Mexico, una mano in Colorado e una nello Utah. E una volta in Arizona, la prima tappa è il meravilgioso Canyon Chelly National Monument, un vero e proprio labirinto originato a una moltitudine di canyon, di proprietà dei Nativi americani e caratterizzato dalla presenza di siti degli antenati dei Pueblo.
Ancora oggi le famiglie dei Nativi vi coltivano la terra e vivono negli hogan. L’accesso è consentito solo se accompagnati da una guida e un buon modo per visitare il parco è partecipare alle escurisioni a cavallo.
Percorrendo la Highway 163 si raggiunge lo straordinario Monument Valley Navajo Tribal Park, un paesaggio unico con promontori di rocia color rosso fiammante e incredibili guglie che si stagliano verso il cielo. Il modo migliore per scoprire quest’area che si estende per 371 km^2 e raggiungere il Centro Visitatori da dove si snoda la “Scenic Drive Route” , una strda sterrata e accidentata che con un percorso circolare di 27 km offre gli scorci migliori.
Molte le agenzie che offrono escursioni organizzata e un buon indirizzo è Blac’s Jeep. L’agenzia propone vari tour in jeep 4×4 e trekking a piedi.
In direzione sud, la Highway 264 si addentra nella Hopi Indian Reservation, la riserva degli indiani Hopi costituia da una serie di villaggi tradizionali incastonati in un paesaggio strepitoso. Gli Hopi sono la tribù indiana più antica, tradizionalista e religiosa dell’Arizona: ancora oggi sono ancorati ad antichi riti e non si sono fatti influenzare dall’avvento della modernità. I loro villaggi, molti dei quali edificati tra il 1400 e il 1700, punteggiano le remote “mesas” (=tavolo, e si riferisce ad aree di terreno piatte) e la Highway ne attraversa bene tre, considerate il cuore della riserva.
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