Il capolinea sud della metropolitana è in piazza Taksim, centro laico della città. Di qui parte Istiklal Caddesi, la “via dell’indipendenza”, che scende verso la Torre di Galata e taglia a metà il quartiere di Beyoglu. Dicono che ogni sabato pomeriggio 2 milioni di persone passino da qui; di sicuro non è mai vuota. Una funicolare rossa gremita di persone la percorre a passo d’uomo fino al capolinea del Tunel, zona bohemien di fresca nomina: ci si siede in uno dei tanti bar e si tira tardi davanti a una birra, un caffè o un raki (tipico liquore all’anice). A metà, uno slargo si affaccia su Liceo Galatasaray e dà le spalle si affaccia sul Liceo Galatasaray è da le spalle alla Fransiz Sogagi, la “strada francese”.

Fino a poco tempo fa si chiamava via Algeri, poi è stata trasformata in un sali-scendi ripidissimo illuminato da lampioni liberty, con la musica che esce da bistrot e titrovi sempre pieni di gente. Questo quartiere è un microcosmo della città e della sua discussa “doppiezza”: ci trovi il 360° Instabul, locale cool con una vista impagabile, e venditori di dischi e di kebab; belle librerie che si affacciano sulla chiesa di Santo Stefano e antiquari di miniature, mappe preziose e vetri soffiati, come il famoso Pashabahce;

i ristoranti turchi, greci e armeni di Cicek Arcade e il mercato del pesce di Nevizade street; mentre ogni genere di musica accompagna il passare delle ore. Sei a Istanbul, ma potresti essere in qualunque città europea.
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