(continua dal post precedente)
Si può cominiciare da Nendaz, a quota 1400, posto su una terrazza affacciata sulla piana di Sion. Siamo a poco più di un’ora d’auto dal Sempione, eppure di italiani se ne vedono pochi. «Dobbiamo mettere a punto qualche dettaglio», spiegano all’ufficio del turismo. «Perfezionare il nostro italiano e servire la cena a orari più mediterranei, per esempio». Cose peraltro secondarie in questo luogo, che unisce il profumo d’antico degli hameau con case in pietra e legno (anche del XIII secolo) alla tecnologia degli impianti di risalita e alla funzionalità dei complessi di residence con vista sulle piste.

Laggiù scorre placido il Rodano e di fronte si scorgono i vigneti dove nascono Fendant e Arvine, i più fedeli compagni della raclette. Quassù, invece, la neve si declina in mille fogge. Dalla stazione d’arrivo della funivia del Mont Fort lo sguardo spazia su Cervino, Dent d’Herens, Grand Combin e Monte Bianco.

Mont Fort

La prima parte della discesa del Mont Fort è tosta, ma è la gioia degli indecisi: che cosa scegliere fra le mille gobbe di una pista che “spezza” le gambe meno allenate e il muro dello ski vitesse, dove fa tappa la Coppa del mondo di sci di velocità? Dal Col des Gentianes, dove c’è il bivio per Verbier, la pendenza si riduce. Per scendere a Nendaz si può seguire, tra l’altro, il vallone del Tortin, un fioripista facile dove ci si può sentire davvero provetti freerider.
continua

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