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Per un’ulteriore conferma di quanto l’Africa sia compenetrata con l’odierna Sao Luis si può passare dalle parti del Mecardo de Praia Grande, ogni giovedì sera, per imbattersi in una delle anime nere della città.

Il primo buio della sera viene rischiarato da un fuoco utilizzato per scaldare le pelli del rancador, del socador e del crivaldor: i tre tamburi utilizzati per un rito originariamente dedicato a San Benedetto, il santo cattolico sincretizzato con Toy Averekete, divinità del candomblè. È la tradizione del Tambor de Crioula, una danza sensuale dove una ballerina, ospitata in una ruota formata da donne agghindate con lunghe gonne sgargianti, si esibiscono nella punga: un “colpo d’ombelico” dall’inequivocabile valenza sensuale.
L’area del mercato è ne cuore di Praia Grande, da sempre l’ombelico della Zona: un quartiere che è stato recuperato con un progetto, il Revivere, gemello dell’analoga operazione portata a termine nel Pelourinho di Salvador di Bahia.

Un ottimo viatico per un centro storico, quello di Sao Luis, che vanta 3.500 edifici tutelati, di cui 1.100 dichiarati “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco. Molti sono fatiscenti e meriterebbero adeguate operazioni di restauro.

Tambor de Crioula

Quello che potrebbe uscirne è ben esemplificato dalla Morada Historica de Sao Luis, splendido palazzo ricco d’influenze art nouveau e art déco, di affeschi e di azulejos, che è stato utiliuzzato come location in più di unua pellicola cinematografica.
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