Racconti di viaggio
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28 Nov
La singolarità di questo rito risiede nelle stesse sue origini, poiché la versione più amata della leggenda vuole che la Virgen giunse a Maracaibo fluttuando proprio sulle acque del lago. Era il 18 novembre 1749 quando Maria Cardenas, una semplice lavandaia che aveva appena terminato di lavare i panni, vide avvicinarsi a riva una tavola di legno pregiato. Pensando che le sarebbe stata utile come coperchio di una giara, la donna la portò a casa. Il mattino seguente, mentre stava cuciniando, sentì dei colpi, come se qualcuno stesse bussando: incuriosita, rimase esterrefatta quando sciprì la tavola avvolta in una corona di luce accecante, mentre sul legno andava apparendo la miracolosa effigie della Vergine. Maria si precipitò fuori casa gridando al miracolo e ciò spiega il nome del viale che corre lungo il lago nel popolare quartiere El Saladillo, là dove un tempo sorgeva la casetta, ossia avenida el Milagro, il “viale del miracolo”.
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27 Nov
Fa caldo, oggi, sulla laguna di Maracaibo. Molto caldo. Non è che la canicola costituisca un’eccezione, a questa latitudine. tuttavia non ci si riesce a togliere dalla testa che è novembre ed in Italia fa già freddo…
E il 18 novembre scorso era il culmine della festa della Virgen de Chiquinquirà, l’amatissima patrona di Maracaibo e dello stato di Zulia, una delle 22 entità territoriali e amministrative che costituiscono il Venezuela. Gli zuliani sono fervidi credenti e per lora la Chinita, come la chiamano con affetto, è una figura a metà tra la Vergine di Lourdes e la Madonna di Loreto. Benevola, protettiva, miracolosa.
26 Nov
Quest’autunno Torino torna a essere capitale, non una, ma ben tre volte. Non ancora archiviato l’anno che la vede capitale mondilae del design, nelll prossime settimane il capoluogo piemontese sarà alla ribalta internazionale ospitando un turbinio di eventi ispirati dalle sue più grandi passioni. La buona tavola, che grazie all’ascnedenza sabauda è particolarmente ricca, addirittura da primato per quanto riguarda l’arte del dolce. Il cinema, altro grande amore della città, originato da un vero coup de foudre agli inizi del ‘900 e oggi protagonista di un ritorno di fiamma.
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25 Nov
Ci sono otto ristoranti inisgniti di una stella Michelin in Trentino, primi testimoni di una cucina che sa guardare avanti. Il compito di far loro da contraltare spetta alle decine di malghe, osterie e rifugi custodi di una gastronomia dalle origini antiche. Ma spesso l’alta cucina sa rimanere bene ancorata alla tradizione. La Val di Fassa, per esempio, è una di quelle zone che prendono per la gola con sapori genuini, ricette antiche, ingredienti semplici accostati con gusto. È la culla della cucina ladina, a cui viene dedicata persino una manifestazione per golosi esigenti che dura un’intera settimana. Si chiama “A cena con Re Laurino” e si svolge ogni anno nel mese di marzo. Un’occasione per assaggiare i canederli o i cajoncìe, ravioli, ripieni di patate e altri ingredienti conditi con burro e ricotta stagionata.
24 Nov
Quando fuori la temperatura scende sottozero immergersi nei 37-40° gradi di una polla termale è un’esperienza da non perdere. così come farsi coccolare in una beauty-farm: massaggi, saune, bagni turchi, idromassaggi fanno ormai parte del modo in cui intendiamo la vacanza. Anche quella sulla neve.
I Vita Nova-Trentino Wellness sono hotel a 3 e 4 stelle dove si possono trovare eccellenti trattamenti wellness. In Val di Sole ce ne sono ben 12. Tra i tanti segnaliamo l’Alpin Wellness Hotel Kristiania, vicino a Cogolo di Pejio, con il suo Centro Beauty Acquaviva.
23 Nov
La marcialonga è il biglietto da visita che la Val di Fiemme sfodera quando si parla di sci nordico. È qui (e in Val di Fassa) che da oltre 30 anni si svolge una delle maratone sugli sci più famose al mondo, con oltre 5000 concorrenti a sfidarsi lungo 70 km. Se poi aggiungiamo due edizioni dei Campionati mondiali (1991 e 2003) ediverse tappe della Coppa del Mondo, si comprende ancora più facilmente come questo lembo di Trentino sia tanto amamto dagli appassionati di sci nordico. A disposizione ci sono 150 km di anelli di ogni difficoltà che si snodano tra foreste di abeti e lungo il corso dell’Avisio, serviti da centri-fondo bene attrezzati. Si possono emulare i campioni della desciplina percorrendo il tracciato della Marcialonga da Predazzo a Molina, oppure scegliere i tracciati di Bella monte, quelli a Passo Lavazè, con più di 80 km di piste disegnate su un altopiano tra i 1600 e i 1950 metri di altitudine, o quelli di Lago di Tesero. Qui ci sono 18 km di piste grautite e un anello di 1.5 km che alcune sere alla settimana viene illuminato.
22 Nov
Non solo discesa e tanta mondanità. Madonna di Campiglio è anche uno degli spot più apprezzati dai rider, al punto che tutte le comunità di snowboarder ne fanno una tappa fissa delle loro perigrinazioni invernali. di giorno si concentrano intorno all’Ursus Snowpark, suddiviso in 5 aeree con half-pipe, rail, junp e box che per la prossima stagione sono stati ulteriormente perfezionati. Il park è situato al Grostè, a 2500 metri di quota, è dotato di innevamento programmato e garantisce un accurato servizio di fresatura di percorsi e ostacoli. In tema di eventi la scorsa stagione è stata molto movimentata, ma la prossima lo sarà ancora di più, visto che sono già in calendario importanti contest, tra il “Volcom Peanut Butter and Rail Jam”, lo “One Shoot” e il “Never Summer”. Inoltre aprirà unua nuova scuola di snowboard, la Zenta, attivissima già da diversi anni in Francia.
21 Nov
Piccole, ma con tanti vantaggi: facilità di accesso, parcheggio facile, niente code, piste non tantissime ma mai affollate, facili e ideali per imparare a disegnare le prime curve, scuole sci di livello. Nelle cosiddette località minori la giornata sulla neve significa soprattutto relax. Per questo sono perfette per le famiglie ma anche per chi ogni tanto ai grandi caroselli preferisce fare una sciata, magari in giornata, lontano dalla folla.
20 Nov
Sono due i grandi caroselli del Trentino conosciuti in tutto il mondo per l’ampiezza dell’area sciabile e la qualità delle piste: il Dolomiti Supersky e lo Skirama Dolomiti Adamello-Brenta. Il primo, sulla sponda sinistra dell’Adige, comprende le piste delle Valli di Fiemme e di Fassa, di San Martino di Castrozza-Passo Rolle e del comprensorio delle Tre Valli. In questa ski-area sarà inaugurata con la primia neve la cabinovia a 8 posti Ronchi-Valboni-Le Cune, con stazione intermedia, capace di trasportare 2.070 sciatori all’ora e che sostituisce la cabinovia Ronchi-Valbona e la funivia Valbona -Le Cune.
Sport e tecnologia vanno a braccetto in quota, la sera ci si diverte in paesi dai nomi affermati come Cavalese, Predsazzo, Moena, Bellamonte, San Martino di Castrozza. Per i collezionisti di km, Canazei è la località strategica: è questa infatti la porta d’accesso trentina del Giro dei quattro passi, il leggendario Sella Ronda.
19 Nov
Preah Vihear, ancora conteso tra Thailandia e Cambogia perchè si trova proprio sul confine, è detto anche il “monastero santo”. Anchge qui, come a Wat Phu, è la montagna che dà origine al tempio. Sembra, infatti, che i monti Dangrak, su cui sorge, abbiano preso le sembianze di un tempio smussando i crinali e appiattendo la vetta. Una fusione arte-natura che trova risposta in architetture maestose, in lunghissime scalinate verso altre chimere… Così fino alla sommità, dove sembra di aver recitato un lungo mantra. L’occhio spazia in tutte le direzioni, dalle pianure del Laos ai monti cambogiani e giù, fino ai fiumi della Thailandia
18 Nov
Wat Phu, il tempo di Champasak, nel Laos meridionale, è sicuramente il più antico, già dedicato a Bhadresvare (divinità indù ricollegabile a Shiva) molto prima dell’avvento dei Khmer. L’ascesa al tempio principale, costruito sull’ultimo di tre livelli, simboleggia la via verso la purificazione. Sulla sommità c’è una fonte sacra che un tempo bagnava costantemente un enorme lingam posto nel tempio centrale. Sgorga ancora oggi e ogni anno è meta di migliaia di pellegrini durante la festa del tempio, che si tiene a febbrario in occazione del plenilunio. Un’occasione per ammirare gli elefanti scolpiti nella pietra, i coccodrilli di roccia, che un tempo dovevano ospitare sacrifici umani, e le danzatricri Apsare, che movimentavano i bassorilievi di pareti e architravi sotto lo sguardo serafico della statua del Buddha, che ha sostituito le divinità induiste.
17 Nov
La montagna si trasofrma in tempio, gradualmente, assumendone forme e strutture. Dalla vegetazione spuntano naga (serpenti sacri) e leoni di pietra. Centinaia di lingam erosi dalle intemperie e dai secoli fiancheggiano le scalinate. Tra i rami dei ficus s’intravedono pagode e piccoli templi con architravi scolpiti a bassorilievo. Dei e divinità, giunti qui dall’India meridionale nel IV secolo, durante l’antico regno di Funan, fanno la loro comparsa fra kapok, ibiscus e alberi di plumeria.
Costruendo nella montagna, il popolo khmer ha realizzato due capolavori di arte e architettura sarca in Indocina: Wat Phu e Preah Vihear. Già secoli prima della costruzione dei templi queste montagne, oggi divise fra Laos, Cambogia e Thailandia, erano considerate sacre dalla popolazione locale. Sicuramente le antiche tribù frequentavano questi luoghi per venerare gli spiriti della Natura.